Gli Yoga Sutra di Patanjali: la guida che ha dato forma allo yoga

Chi si avvicina allo yoga, prima o poi, incontra questo nome: Patanjali. Ma chi era davvero? Cosa ha scritto? E perché il suo testo è ancora oggi così importante? Vediamo di capirlo insieme, con parole semplici.

Chi era Patanjali

Su Patanjali, in realtà, si sa molto poco con certezza. La tradizione lo descrive come un saggio (in sanscrito rishi) indiano, ma la sua vita resta avvolta nel mistero: non sappiamo con precisione in quale epoca sia vissuto — gli studiosi danno stime molto diverse, che vanno dal II secolo a.C. al IV-V secolo d.C. — e non è nemmeno chiaro se sia stato un unico autore o se, nel tempo, sotto questo nome siano stati raccolti scritti di persone diverse. Alcune leggende arrivano a raccontare che fosse una manifestazione del serpente cosmico Ananta, simbolo di infinito e sostegno.

Al di là del mito, quello che resta concretamente nelle nostre mani è il suo testo: gli Yoga Sutra, l’opera che per prima ha messo ordine nella filosofia e nella pratica dello yoga, dandole una forma chiara e trasmissibile fino a noi. Per chi vuole approfondire il dibattito storico su questa figura, la voce Yoga Sūtra su Wikipedia raccoglie le principali fonti accademiche sull’argomento.

Cosa sono gli Yoga Sutra

Gli Yoga Sutra sono una raccolta di brevi frasi, chiamate appunto sutra (che in sanscrito significa “filo”), scritte in un linguaggio molto conciso. Il motivo è semplice: nell’antichità questi testi si imparavano a memoria e si tramandavano a voce, quindi dovevano essere corti e facili da ricordare. Per questo, ogni sutra racchiude un significato profondo ma ha quasi sempre bisogno di una spiegazione per essere capito bene: da secoli, maestri e studiosi ne danno interpretazioni diverse.

Il testo non parla di posizioni fisiche come le intendiamo oggi. Descrive invece un cammino, passo dopo passo, per arrivare a una mente calma e chiara. La stessa definizione di yoga, che apre l’opera nel sutra I.2, lo spiega bene: “Yoga citta vritti nirodhah”, che possiamo tradurre come “lo yoga è fermare le agitazioni della mente”. Tutto il resto del testo, in un certo senso, è una mappa per arrivare a questo stato.

 

Come sono divisi gli Yoga Sutra

L’opera è composta da 196 sutra, divisi in quattro parti, chiamate Pada:

  1. Samadhi Pada (51 sutra) – parla della mente, degli stati profondi di meditazione (samadhi) e delle difficoltà che si incontrano nella pratica.

  2. Sadhana Pada (55 sutra) – è la parte più pratica: qui Patanjali spiega l’Ashtanga Yoga, gli otto passi del cammino yogico, tra cui Yama, Niyama e Asana.

  3. Vibhuti Pada (56 sutra) – parla dei “poteri” (siddhi) che possono comparire con una pratica avanzata, come conseguenza di stati meditativi profondi.

  4. Kaivalya Pada (34 sutra) – l’ultima parte, dedicata alla liberazione (kaivalya), lo scopo finale di tutto il percorso.

Quali parti si praticano di più oggi

Nello yoga di oggi, soprattutto in Occidente, la parte più conosciuta e usata è quella del Sadhana Pada, in particolare l’Ashtanga Yoga, gli otto passi descritti nel sutra II.29: Yama, Niyama, Asana, Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi. Tra questi, tre sono quelli che si ritrovano più spesso nelle lezioni moderne:

  • Yama e Niyama, le regole etiche verso gli altri e verso sé stessi, che sempre più insegnanti raccontano anche nelle lezioni più “fisiche”.

  • Asana, le posizioni del corpo, che in Occidente hanno preso uno spazio molto più grande di quello che avevano nel testo originale.

  • Pranayama, gli esercizi di respirazione, usati spesso come collegamento tra corpo e mente.

Gli ultimi passi — Pratyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi — appartengono a una parte più meditativa e interiore, e si trovano più facilmente nelle scuole dedicate alla meditazione che nelle classi di yoga “di gruppo” più comuni in palestre e centri fitness.

Un testo antico, ma ancora attuale

Anche se sono passati più di duemila anni, gli Yoga Sutra continuano a essere un punto di riferimento perché parlano di qualcosa che riguarda tutti: come calmare la mente, come vivere con più consapevolezza, come trattare bene noi stessi e gli altri. Non servono solo a chi vuole fare yoga sul tappetino: sono una guida che si può usare ogni giorno, in ogni situazione della vita.

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